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domenica 6 Aprile 2008

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Sei vittima del razzismo? Chiama

Incontro tra l'UNAR e il CNCD

L'incontro del 6 febbraio prossimo con gli esponenti dell'Equality Body rumeno, Consiliul National Pentru Combaterea Discriminarii, nasce dall'esigenza di sviluppare una collaborazione comune sul versante della lotta alla discriminazione razziali nei confronti della comunita rumena presente nel nostro Paese.
Questa comunita e stata oggetto di una montante campagna di odio, sviluppatasi nella nostra opinione pubblica e supportata anche dai principali mass media nazionali.
Il tragico evento dell'uccisione di Giovanna Reggiani ha offerto diversi spunti di riflessione sul ruolo dei media nella descrizione di fatti criminosi in qualche modo collegati a cittadini di origine straniera e sui rischi, in questi casi, di pervenire a superficiali criminalizzazioni della popolazione immigrata che possono alimentare la diffusione di sentimenti xenofobi. Un intero popolo, quello rumeno, in questa circostanza e stato criminalizzato e confuso con una minoranza etnica, quella Rom, da sempre oggetto in Europa di pesanti discriminazioni e di persecuzioni, perché, in quanto nomade, e portatrice di una cultura e di atteggiamenti di difficile integrazione nel tessuto sociale dei vari Paesi .
L'intolleranza e la vera e propria avversione nei confronti della comunita rumena furono evidenziati anche dal premier Tariceanu che subito dopo l'omicidio di Tor di Quinto incontro il Presidente Prodi per esporre le proprie preoccupazioni e soprattutto sottolineare la necessita di evitare la criminalizzazione di una intera popolazione.
L'incontro del 6 febbraio si innesta in una piu generale collaborazione tra i due Paesi, avviata con l'intesa tra il Ministro Amato ed il Ministro dell'Interno David, risalente all'ottobre 2007 e finalizzata ad una maggiore collaborazione tra le forze dell'ordine dei due Paesi per contrastare e prevenire la criminalita e favorire cosi l'integrazione e l'inserimento lavorativo.
Di particolare rilievo infine la dichiarazione congiunta firmata il 20 dicembre 2007 dal Ministro Ferrero e dal Ministro del Lavoro, della Famiglia e delle Pari Opportunita della Romania, Paul Pacuraru; i due Ministri, con la sigla dell'accordo, hanno assunto l'impegno di avviare una cooperazione tra Italia e Romania per quanto riguarda la lotta alla poverta ed alla emarginazione sociale dei cittadini romeni, inclusi i Rom, prevedendo una serie di misure volte a dare concreta attuazione a questa collaborazione bilaterale.
Per quanto attiene infine ai contenuti della visita in programma il 6 febbraio prossimo, si ritiene che oggetto di particolare attenzione sara la situazione della popolazione Rom presente in Italia, con particolare riguardo alla sua componente rumena che, soprattutto negli ultimi dodici mesi, si e riversata nel nostro Paese andandosi ad aggiungere ai circa 140.000 rom che vivono in Italia in insostenibili condizioni di degrado ed emarginazione sociale.
L'incontro costituira l'occasione per l'UNAR di delineare il quadro delle iniziative messe in campo per contrastare la discriminazione collettiva che colpisce sia la comunita rumena che quella Rom presente nel nostro Paese ed illustrare la nutrita casistica che ci restituisce un quadro allarmante della attuale situazione.

 

 

"INSIEME" CONTRO LA XENOFOBIA ED IL RAZZISMO

 

Le associazioni dei romeni in collaborazione con il FORUM delle Comunita' Straniere in Italia, riunitisi a Roma il giorno 8 novembre 2007, dopo il sanguinoso reato accaduto a Tor di Quinto e la vergognosa campagna xenofoba scatenata a livello locale e nazionale contro l'intera comunita' rumena immigrata in Italia   

 

DICHIARANO
 
  • di non voler essere criminalizzati per episodi di violenza pur esecrabili ed efferati che hanno una valenza di responsabilita' personale e non possono colpire un'intera comunita'
  • che i rumeni non sono "delinquenti" spediti in Italia dal governo rumeno ma sono in grandissima maggioranza immigrati che lavorano in condizioni di grande difficolta' soprattutto per reperire un alloggio che permetta loro di avere una residenza anagrafica che documenti la loro entrata sul territorio italiano e li regolarizzi dal punto di vista sanitario
  • che le politiche dell'allontanamento "coatto" e quelle del rientro attuate dal governo italiano sia pure allargate su vasta scala non realizzano quelle condizioni di sicurezza invocate dalle popolazioni locali autoctone e dagli stessi rumeni che soffrono ugualmente dell'insicurezza e dell'insidia della criminalita diffusa sul territorio del paese ospitante
  • di rifiutare la politica della discriminazione del popolo rom e di riconoscere al paese ospitante la necessita di elaborare assieme alle associazioni degli immigrati rumeni quegli interventi diretti a garantire un clima di fiducia reciproca per vivere e lavorare in tranquillita' e sicurezza
  • che la sicurezza e il rispetto della legalita' per tutti, italiani e immigrati, non si ottiene solo con mezzi repressivi ma anche con strumenti idonei a prevenire episodi di delinquenza diffusa e di violenza
 
 
RICHIEDONO
 
 
1.     di mettere fine all'odiosa campagna razzista e xenofoba contro la comunita' rumena e di adeguare l'azione repressiva contro la criminalita' alle regole introdotte e accettate dalla comunita' europea e nel rispetto della dichiarazione universale dei diritti umani
2.     di colpire con forza ogni comportamento violento e criminale riaffermando la legalita e l'autorita dello Stato ospitante  
3.     di dare valore al ruolo essenziale delle associazioni immigrate in quanto strumenti fondamentali dell'integrazione socio/culturale delle comunita' immigrate
4.     di attivare una campagna antirazzista e antixenofoba affidata integralmente alle associazioni rumene e rom
5.     di avviare al piu presto quei necessari interventi di integrazione e di inclusione sociale che consentano di isolare i soggetti che delinquono e di iniziare a realizzare un percorso di scambio culturale e di promuovere una cultura della legalita'.

Comincia l'Italia "il primo quotidiano italiano dei cittadini"

"Nessun controllo, ingressi triplicati.". Parla la presidente di Italia-Romania

"La Romania e un paese amico, molti romeni sono benvoluti per la capacita di lavorare, per la serieta e il rispetto. In molte famiglie italiane ci sono romeni che aiutano e talvolta sono anche diplomati che pure fanno umili lavori. Pero dal 1 gennaio 2007 qualcosa e cambiato, nessun controllo alle frontiere. In pochi mesi gli ingressi si sono triplicati". Lo ammette anche Simona Farcas, la giovane presidente dell'Associazione Italia Romania-Futuro Insisme, che si occupa di assistere i romeni nel nostro Paese. "Dal primo gennaio le frontiere sono state aperte e abbiamo registrato un aumento vertiginoso di ingressi. Sono arrivati intellettuali, professori, badanti, operai ma anche cittadini senza lavoro e con problemi con la giustizia".

continua... Comincia l'Italia "il primo quotidiano italiano dei cittadini"


COMUNICATO  STAMPA

 

L'Associazione IRFI - Italia Romania Futuro Insieme" Onlus prende le distanze da quanto accaduto martedi 30 ottobre a Roma.

"Siamo contrari - afferma Simona C. Farcas, presidente della Irfi Onlus - verso qualsiasi atto criminoso, nonché da qualunque azione di delinquenza commessa da romeni, e non solo, residenti in Italia. Lavoriamo per aiutare i nostri connazionali a integrarsi nella societa italiana".

Nel triste contesto sociale che sta vivendo l'Italia, totalmente sfavorevole alla societa romena, l'Associazione IRFI Onlus lancia un appello alle Istituzioni italiane affinché vengano applicate le leggi.

"Esprimiamo - ribatte Farcas - tutta la nostra solidarieta alle vittime della tragedia e continuiamo a lottare contro la criminalita, attraverso i nostri progetti sociali; cercheremo di sostenerli al fine di essere un costante supporto per tutti gli onesti romeni che vivono in Italia. Speriamo che la giustizia faccia il suo corso e desideriamo una partecipazione sempre piu attiva, soprattutto concreta, di tutte le autorita romene nella risoluzione di questo conflitto attraverso soluzioni pertinenti e rapide".

L'Associazione Irfi Onlus sta gia mettendo a disposizione, proprio con l'ausilio dell'esperienza, le giuste risorse umane.

"Sosterremo, se dovesse essere necessario, anche l'arrivo di leggi piu severe - conclude Farcas - che possano allontanare la delinquenza dal tessuto sociale italiano compresa quella romena." 

L'Associazione IRFI - Italia Romania Futuro Insieme" Onlus esprime le piu sentite condoglianze alla famiglia di Giovanna Reggiani.

 

Ufficio Stampa

Associazione IRFI

 


LETTERA APERTA AL SINDACO DI ROMA, WALTER VELTRONI

Bucarest, 11.10.2007 / URGENTE

Egregio Sig. Sindaco WALTER VELTRONI - COMUNE DI ROMA

 

Buon giorno Sig. Sindaco Veltroni.

            In qualita di organizzazione riconosciuta dallo stato e dalla societa civile romena, Le comunichiamo sin d'ora che disapproviamo fermamente l'atteggiamento delinquenziale di certi individui romeni emigrati in Italia dopo il 1.01.2007, data di adesione della Romania in U.E. Non tolleriamo questi autentici nuovi vandali: vanno fermati! Vi offriamo il nostro appoggio per sradicare questi delinquenti. Desideriamo inoltre partecipare sabato al meeting accanto a Lei. La preghiamo quindi di accogliere la nostra richiesta. 
            Lei sa bene che i delinquenti non rappresentano i valori della Romania, valori che sono essenzialmente gli stessi dell'Italia, dell'Europa. E importante sapere anche il fatto che questi individui sono il frutto della poverta e della miseria causata da decenni di comunismo nonché dalla transizione alla democrazia e all'economia di mercato; ma anche della mancanza di educazione, del rifiuto dell'atteggiamento civilizzato. Questi "individui" diminuiranno col tempo, con la crescita e lo sviluppo generale, con l'opportunita di nuovi posti di lavoro nel paese di provenienza. Ma devono essere fermati sin d'ora se commettono atti criminali, di violenza e di delinquenza, a partire da questo momento. Tanto in Italia quanto in Romania. Non possiamo permettere, a causa loro, di rinunciare ai principi dell'Unione Europea, al principio di base della libera circolazione. E lodevole che in Italia pensate di adottare l'espulsione dei delinquenti, ma questo non ridurra il fenomeno.
            Le siamo unanimamente accanto, a Lei e a Roma, agli italiani, nell'impegno di trovare soluzioni di lunga durata, atte a diminuire e ad estirpare i delinquenti romeni da Roma, dall'Italia. Ma anche quelli delle altre nazioni. Siamo allo stesso tempo vicini a quel milione di cittadini romeni che lavorano onestamente e professionalmente, che sono parte importante nella crescita dell'Italia moderna, e fanno tanto onore alla Romania quanto all'Italia.
            Con la presente La preghiamo di concedere udienza ad una delegazione della nostra Fondazione, in missione di prospetto, per esporrLe le nostre proposte di azione, per identificare "insieme" nuove soluzioni in vista della riduzione e dello sradicamento rapido della delinquenza degli individui romeni immigrati, nella capitale, Roma, per prima, ma anche in altre parti d'Italia.

Abbiamo mezzi che potranno essere efficacemente e fermamente applicati, in collaborazione con i rappresentanti delle istituzioni responsabili che fanno capo alle autorita in Romania ed in Italia, con i rappresentanti di alcune organizzazioni italiane e romene che hanno una forte influenza sulle categorie sociali romene di cui fanno parte gli emigrati da cui risulta il maggior numero di delinquenti.

Si tratta principalmente di:
-          équipe miste di carabinieri e poliziotti romeni ed italiani a Roma in uniforme ma anche civili;
-          dialogo, informazione collaborazione con i leader di etnia rrom e con la communita rrom nonché di una permanente sorveglianza di questi;
-          firmare accordi civici di comportamento corretto - diritti e doveri - da parte dei cittadini romeni emigrati;
-          specialisti romeni del Ministero del Lavoro - Agenzia Nazionale per il Collocamento, che opereranno presso gli sportelli locali in Italia, nelle zone con una forte concentrazione di romeni per risolvere il problema dell'inserimento lavorativo e riportare i lavoratori romeni in Romania;
-          far assumere cittadini romeni presso il Comune di Roma per venire incontro ai problemi degli immigrati;
-          delegare temporaneamente assistenti sociali e poliziotti romeni presso le comunita di zingari e rrom romeni;
-          togliere dalle strade i mendicanti, i minori non accompagnati, i lavavetri e ogni altra forma di mendicita nascosta;
-          estirpare le reti della criminalita organizzata e della tratta umana;
-          espellere le persone che non hanno lavoro o non vogliono lavorare;
-          espellere le famiglie i cui figli sono delinquenti e criminali;
-          proibire gli accampamenti improvvisati dagli zingari che disturbano le comunita locali;
-          proporre un sistema integrato europeo di verifica e controllo computerizzato dei delinquenti e della fedina penale;
-          fermare la circolazione dei delinquenti mediante l'applicazione di un timbro rosso speciale (genere microcip) sulla carta di identita e sul passaporto;
-          risarcimento dei danni causati dai delinquenti stranieri con mezzi del paese di origine;
-          punizioni piu severe;
-          sospendere gli aiuti sociali in Romania per coloro che ne fanno richiesta in Italia e viceversa;
-          programmi europei di educazione per rrom - carta d'identita, alfabetizzazione, qualificazione, occupazione, alloggi, assistenza medicale, no-elemosina ecc.

Teniamo presente tanto i delinquenti  di etnia rrom (bambini e adulti) quanto quelli romeni.      
           
Le misure in forma ultimata saranno sottoposte all'attenzione delle autorita degli Stati romeno ed italiano, del Governo, del Parlamento, delle organizzazioni civiche responsabili; le pratiche necessarie in vista della conclusione di un protocollo di intesa entro un mese, accordi con le autorita, tra il Ministero degli Interni italiano e romeno, ed iniziare l'azione comune "Zero Crimine". Sottolineiamo che la questione  zingari e rrom riguarda tutta l'Europa.

            Nello spirito della giustizia e dell'uguaglianza dei diritti La preghiamo di applicare gli stessi trattamenti ai delinquenti per quanto riguarda le eventuali espulsioni, a prescindere dalla nazionalita.  Allo stesso tempo facciamo sentito il nostro desiderio di attivare delle misure trasparenti e chiare anche nei confronti dei cittadini italiani che sfruttano i lavoratori in nero e trattano i romeni / gli stranieri da schiavi, qualche volta uccidendoli per non pagarli il denaro guadagnato che spetta loro per il lavoro svolto. Ci sentiamo di fare riferimento anche ai cittadini italiani che causano danni di migliaia e milioni di Euro in Romania e che si nascondono poi nella terra di Romolo e Remo, madre della Romania.

Mettiamo dunque in primo piano cio che ci unisce, Signor Sindaco.

Restiamo in attesa di una Sua risposta favorevole                  

Presidente dipl. ing. George Bogdan
______________________
Fondazione "ROMANIA - GENERATIA URMATOARE"
Fondazione per la promozione dell'integrazione dei romeni in UE, per lo sviluppo durevole e la pace, per le generazioni future
Str. Veteranilor, n. 1-5, Bl. 7-26, Sector 6, Bucarest
Tel. 0749.944604; Fax 4302446
Codice fiscale 8378487
E-mail george_bogdan2004@yahoo.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Indirizzo
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